Disinfestazione IMENOTTERI

L’intento di questo breve approfondimento è di porre in essere alcune informazioni basilari sul corretto comportamento da adottare nel caso in cui un gruppo di soggetti o il singolo cittadino si trovino a fronteggiare una minaccia Biologica, che possa mettere in serio pericolo la loro salute e quella delle persone che lo circondano.
Queste informazioni costituiranno una sorta di “vade mecum” che sarà utile sia a tutti sia esperti che non. Il nostro obbiettivo è in primo luogo di INFORMARE in modo chiaro e dettagliato quale tipologia di minaccia si ha di fronte E COME COMPORTARSI. PC SOL ONLUS con la stesura di questo articolo vuole dare al cittadino degli strumenti e delle conoscenze efficaci ed essenziali ad affrontare e gestire in maniera seria e ponderata un potenziale pericolo d’infestazione da imenotteri. Tutto ciò in attesa dell’intervento del nostro personale specializzato il quale potrà agire in modo concreto all’eliminazione del problema e non per riparare errori banali che si sarebbero potuti evitare con delle dovute e semplici precauzioni. Vi ringraziamo per aver dedicato del tempo alla VOSTRA salute.

GLI IMENOTTERI: Cosa sono?

Api – Vespe – Calabroni

ABITUDINI

Gli imenotteri sono un gruppo di insetti molto ampio che comprende specie anche molto diverse fra loro, alcune delle quali conosciute per la possibilità di infliggere dolorose punture: le specie più note sono vespe e calabroni. Questi insetti possono nidificare in prossimità delle abitazioni o penetrare nelle case; nidificano in luoghi soleggiati e asciutti, nelle grondaie, negli anfratti dei muri e sotto i tetti delle case, nelle cave degli alberi e sui rami degli arbusti; sono attratti dalla frutta zuccherina e dagli oggetti sgargianti. Vespe e Calabroni sono insetti anche carnivori specialmente nel momento in cui la regina depone grandi quantità di uova. Tuttavia questi insetti che possono sembrare solo una minaccia ai nostri occhi sono indispensabili nell’impollinazione delle piante, svolgendo anche un importante ruolo di “pulizia e selezione biologica delle specie” ( si pensi al vero e proprio ruolo di “spazzino naturale” in quanto predando esemplari deboli, feriti e carcasse di altri individui già morti contribuiscono alla generale salute ed equilibrio del nostro ecosistema). Sebbene svolgano un ruolo importante, nidificando vicino a noi creano un forte rischio sanitario; il pericolo maggiore è legato in primis ad allergie individuali scatenate dal veleno ed al pericolo di massicci attacchi portati da tutti gli esemplari della colonia, magari in seguito a maldestri tentativi di scacciarli. Pur essendo queste specie diverse tra loro condividono la stessa Familia e pertanto anche alcuni aspetti: le loro attività si svolgono prevalentemente durante la fase diurna ( a differenza dei Calabroni che tendono in ogni caso a lasciare il nido di notte, seppur in numero assai ridotto). Un secondo aspetto importante è la loro natura da insetti: sono attratti, in maniera quasi ossessiva a volte, dalle fonti luminose, pertanto si sconsigliano lampadine e torce nelle vicinanze dei nidi.

LE PRINCIPALI SPECIE

Ape domestica (apis mellifera)

E’ l’unico imenottero a lasciare il pungiglione e il sacco velenifero conficcato nella cute quando punge ( per questo motivo punge solo una volta ) ed è anche il più piccolo di questa specie che analizzeremo per dimensioni. L’ape punge solo se disturbata o se si trova in prossimità dell’alveare. Solo le femmine ( compresa la regina ) son dotate di un pungiglione. La puntura è particolarmente fastidiosa/dolorosa durante i primi minuti. Assicuratevi di aver tolto accuratamente il pungiglione e disinfettato la zona interessata. Il corpo velenifero infatti pur essendo ormai “inerte” continuerà a iniettare piccole dosi di veleno, emettendo inoltre dei feromoni d’allarme che possono essere percepiti dalla famiglia la quale invierà così nuove guerriere all’attacco. In primavera, durante la sciamatura, la specie non è aggressiva e lo sciame si presenta come un “grappolo” brulicante di api che copre rami e muri.

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Vespa comune o in gergo vespa cartonaia (polistes gallicus)

Appartiene alla famiglia dei vespidi, dalla tipica livrea giallo-nera e corpo nettamente diviso in tre regioni (capo, torace, addome). Il torace è provvisto di due paia di ali membranose.
L’addome si presenta affusolato e provvisto di pungiglione velenifero. La colonia è governata da una regina capostipite la quale, scampata al freddo invernale, raccoglie pezzetti di corteccia dagli alberi che mastica riducendoli in una pasta di carta grezza, il materiale servirà a edificare il primo nucleo del nido i Questa specie di imenottero, infatti, forma piccoli nidi visibili sotto grondaie e parapetti, costituiti da un favo orizzontale attaccato al supporto con un peduncolo. Le famiglie non sono mai numerose se le paragoniamo ad uno sciame d’api ( si stimano un massimo di 80-100 esemplari per colonia ). La colonia solo se pesantemente infastidita, sentendosi minacciata, reagisce scagliandosi contro l’assalitore, l’uso del pungiglione velenifero non è però immediato, ma preceduto da numerosi tocchi di avvertimento.

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Vespa di terra (Vespula Germanica e Vespula Vulgaris)

Le due specie di Vespule, vulgaris e germanica, sono originarie dell’ Europa sebbene siano riuscite oramai ad acclimatarsi bene anche nel continente americano ed in Nuova Zelanda. Le due specie presentano le medesime caratteristiche sia per quanto riguarda colorazione che di struttura pertanto distinguerle è pressochè impossibile se non da un occhio esperto.

La  VESPULA GERMANICA   ha un corpo di lunghezza tra 2,2 e 2,5 centimetri,di colore giallo e nero. Si trova dappertutto ed è attiva anche in giornate abbastanza fresche. Si può notare più frequentemente in agosto-settembre su fonti zuccherine e proteiche anche frutto dell’attività umana (frutta in maturazione, immondizie, carni e pesce, ecc.). Costruisce i nidi con involucro, di solito grigiastro, nel terreno o in luoghi riparati presso edifici. Le colonie sono anche molto grandi (con migliaia di adulti nel periodo di massimo sviluppo). La specie è MOLTO AGGRESSIVA e nidifica solitamente nel terreno, talvolta in fessure nei muri. Il nido èspesso nascosto ed è possibile individuarlo solo per l’andirivieni degli insetti nelle fessure.

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La VESPULA VULGARIS ha un corpo di lunghezza tra 1 e 2 centimetri,di colore giallo e nero. Costruisce i nidi sia sottorreanei, più piccoli rispetto all Vespula germanica, ma talvolta può essere appeso ai rami degli alberi, oppure all’interno delle cassette della posta e sotto vasi rovesciati. Le colonie possono essere composte tra 1.000 e 2.000 individui. La Vespula vulgaris può diventare pericolosa se disturbata.

 

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Calabrone (vespa crabro)

Conosciuta comunemente come Calabrone, la vespa Crabro è un insetto presente in tutta Europa. La Vespa crabro ha una lunghezza di 3,5 centimetri (regina) e 2,5 centimetri (operaie) e sono di colore giallo-arancio e rosso-marrone. Questo insetto è presente in pianura ed in collina, ed è ormai presente in tutta italia favorita anche dagli inverni piuttosto miti di questi ultimi anni. Caccia insetti di vario tipo, incluse le api. Nidifica di preferenza in alberi cavi, intercapedini, nei muri, cassoni delle tapparelle, camini e soffitte ecc. Le case infatti sono il luogo ideale per nidificare poiché trattengono molto il calore per poi rilasciarlo lentamente durante la notte. Il nido ha un involucro di colore marrone chiaro, molto fragile. Sotto l’involucro sono presenti più piani disposti orizzontalmente ( a seconda delle dimensioni anche 10 piani) rivolti verso il basso dove la regina vi depone le uova. Le colonie sono composte, in genere, da qualche centinaio di esemplari adulti, ma nel periodo di massimo sviluppo la seconda della grandezza può raggiungere anche i 200 individui.

 

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Presenta caratteristiche simili alla vespa di terra dalla quale si distingue perché è grande quasi il doppio di una vespa comune. La specie non è molto aggressiva, ma la GRANDE QUANTITÀ di veleno che può iniettare insieme alle molteplici punture che può infierire la rende molto temibile. Poiché delle specie analizzate è anche il più grosso, il Calabrone è un insetto dal quale bisogna tenersi a debita distanza.
IMPORTANTE: DA EVITARE L’UCCISIONE DI UN SOLO SINGOLO INDIVIDUO in quanto dalla colonia partirà un forte segnale d’allarme attivando nuove esploratrici che partiranno alla ricerca della compagna dispersa, mettendo in agitazione l’intera famiglia.

 

 

COME COMPORTARSI?

 

La Prevenzione viene prima di tutto:

Al fine di evitare spiacevoli intrusioni di imenotteri e nidificazioni indesiderate possiamo utilizzare dei piccoli accorgimenti:

 

  • Nei cassonetti delle tapparelle o nei luoghi chiusi non raggiungibili dai bambini è possibile utilizzare pastiglie di canfora, naftalina o del semplice vespicida, che con l’odore che sprigionano tengono lontani gli imenotteri. Nel caso utilizzassimo questo metodo assicuriamoci sempre di lavorare in sicurezza di sé stessi e delle persone attorno a noi usando la giusta attrezzatura senza metodi “fai da te”.
  • Nei luoghi all’aperto si può utilizzare una bottiglia riempita per 1/4 di acqua con abbondante zucchero e un paio di cucchiaini di aceto, in questo modo vespe e calabroni rimango intrappolati nella bottiglia.
  • Per chi avesse un camino/stufa in casa è consigliabile bruciare anche solo qualche foglio di carta una volta al mese in modo che l’odore del fumo tenga lontani gli ospiti indesiderati. (disporre una rete metallica a maglie fitte attorno alla parte terminale delle canne fumarie non utilizzate, ricordando di rimuoverla in caso di rifunzionamento)
  • Muri perimetrali: controllare le pareti che presentano fessure, cavità e buchi in corrispondenza di intercapedini (tamponare con sigillante idoneo)
  • Eliminare, ove possibile, qualsiasi accumulo d’acqua piovana o acqua ad uso domestico. Ed annaffiare il prato preferibilmente in orario notturno e non serale o diurno
  • Ispezionare le caditoie per la raccolta di acqua piovana e, se hanno acqua stagnante, pulirle e svuotarle almeno ogni settimana.
  • Installare se possibile delle zanzariere per evitare che gli insetti si possano introdurre in casa.
  • Nelle zone rurali o per chi avesse un giardino: verificare l’orditura di copertura di casette degli attrezzi o stoccaggio di fieno/alimenti agricoli o mangimi , controllare lo stoccaggio dei materiali e gli attrezzi agricoli. E’ consigliata la rimozione dei ceppi e la sigillatura di alberi che presentano cavità. Controllare se il giardino presenta naturalmente buche, cavità o anfratti provvedendo a una concreta ed efficace chiusura.
  • Tenersi possibilmente lontani da frutteti, vigneti e cespugli in fiore.
  • Non uscire all’aperto, specialmente in giardino, con cibi e bevande soprattutto se zuccherine. Evitare di cucinare all’aperto o lasciarvi bevande e alimenti incustoditi.
  • Evitare l’uso di spray per capelli e cosmetici profumati (deodoranti, creme solari, shampoo), perché potrebbero attirare gli imenotteri.
  • Cosa fare in presenza di un nido:

 

  • Se possibile, isolare l’area interessata dalla presenza del nido in modo ben visibile informando ogni soggetto che è solito transitare in quell’area.
  • In caso di inavvertito avvicinamento : MANTENERE LA CALMA, NON AGITARSI E URLARE, MA ALLONTANARSI IN MANIERA DISINVOLTA DALL’AREA.
  • MAI UCCIDERE UN SINGOLO INDIVIDUO: partirà dalla colonia un segnale d’allarme (soprattutto nei calabroni) che metterà in agitazione l’intero nido.
  • AVVERTIRE IMMEDIATAMENTE IL NOSTRO PERSONALE SPECIALIZZATO e ATTREZZATO DI PC SOL ONLUS che provvederà alla rimozione e alla bonifica dell’area.
  • NIENTE “FAI DA TE” specialmente se il nido è di grosse dimensioni.
  • Nel caso in cui si volesse usare un vespicida/insetticida comune prima del nostro arrivo è FORTEMENTE CONSIGLIATO usarlo verso fine giornata dove la maggior parte della colonia rientra al nido e INDOSSANDO delle protezioni SPECIALI sia per proteggersi dagli insetti sia per la nube tossica derivante dai prodotti utilizzati. MAI INTERVENIRE DA SOLI . NEL CASO IN CUI MANCASSERO QUESTI REQUISITI FONDAMENTALI PC SOL ONLUS NON SARA’ RESPONSABILE DELLE CONSEGUENZE CHE POTENZIALMENTE POTREBBERO VERIFICARSI IN CAPO AL SOGGETTO.

In caso di puntura:

  1. eliminare, se possibile, l’eventuale pungiglione rimasto (solo in caso di punture di api) con l’ausilio di una pinzetta, curando di non schiacciarlo al fine di evitare l’inoculazione di altro veleno eventualmente ancora presente; in caso di difficoltà , recarsi al più vicino Pronto soccorso.
  2. Disinfettare la zona interessata e tamponare con ghiaccio; eventualmente, applicare una pomata al cortisone o antistaminica e, per chi soffre di allergia, autosomministrarsi i farmaci prescritti dal medico in queste situazioni.
  3. Se i sintomi di gonfiore e di dolore si protraggono o si aggravano, recarsi immediatamente al più vicino Pronto Soccorso.
  4. In caso di punture multiple o qualora si rilevi una reazione allergica recarsi immediatamente alpiù vicino Pronto Soccorso.

 

 

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