Emergenza freddo

Al via il progetto

Emergenza freddo.

Sono circa 250 i senza tetto nel Comasco. Una rete di associazioni ed enti locali metterà a disposizione, dal 1 dicembre, un servizio di accoglienza notturna per le persone senza dimora; sempre nella struttura in muratura adiacente al centro Cardinal Ferrari in via Sirtori a Como.

Domenica 1 dicembre prenderà avvio a Como il progetto Emergenza freddo per persone senza dimora, che vede quest’anno una importante novità per la sua collocazione in una struttura in muratura. Una rete di enti ed associazioni del territorio ha allestito, per il quinto anno di seguito, un servizio di accoglienza notturna per le tante persone della nostra città che non trovano ospitalità in altre strutture e che altrimenti, rimanendo all’addiaccio, metterebbero a repentaglio la propria salute, spesso già precaria, quando non la stessa vita.
Il numero delle persone che vivono una situazione di povertà assoluta è in continuo aumento. «Lo scorso anno, nel solo servizio per l’Emergenza freddo di Como, ospitammo 153 persone – ha spiegato Paola Della Casa, volontaria di Incroci e referente della rete dei servizi che si occupa dei progetti di grave emarginazione – quest’anno stimiamo circa 250 senza tetto».
Ma chi sono queste persone? «hanno in genere tra i 19 e i 65 anni, per il 70% sono stranieri e il 92% è composto da uomini – ha continuato Della Casa – certamente la figura “romantica” del clochard che sceglie di dormire per strada non esiste più, le persone che ospitiamo sono spesso vittime della grave situazione economica che li attanaglia».
Il progetto, arrivato al terzo anno, è stato illustrato questa mattina da Paola della Casa, Roberto Bernasconi (direttore Caritas), Matteo Fois (presidente Cri ed ente capofila del progetto) e Claudio Sgherbini (Corpo Italiano di Soccorso Ordine di Malta). Questa volta il consueto “tendone” posizionato presso la chiesa di S. Abbondio sarà sostituito da una struttura in muratura adiacente al centro Cardinal Ferrari: «Nuovi enti e cittadini hanno dato il loro apporto nella gestione, allargando ulteriormente la rete, giunta a contare 22 organizzazioni – ha spiegato Roberto Bernasconi, direttore di Caritas – è questo che ci ha fatto ricercare caparbiamente una struttura in città che potesse offrire un servizio più agevole per gli ospiti. La Caritas di Como ha individuato presso il centro pastorale Cardinal Ferrari uno spazio inutilizzato, una palestra con dei locali adiacenti che la Curia di Como ha autorizzato ad utilizzare per il servizio. I costi degli interventi di ristrutturazione necessari sono a carico della Chiesa di Como, mentre quelli di gestione saranno, come lo scorso anno, in capo alla rete dei soggetti, pubblici e privati. Siamo certi che anche quest’anno non mancherà il sostegno economico dei comaschi che renderà nuovamente possibile il progetto e che, ci piace ricordarlo, comprenderà anche il prosieguo di una sperimentazione sul territorio cittadino».
Non si può accedere direttamente alla struttura ma è necessario rivolgersi al servizio Porta Aperta della Caritas (via Tatti 18, Como), aperto il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 11. Le persone che vivono sul territorio possono restare un mese (rinnovabile), chi viene “da fuori” può fermarsi 15 giorni. Il centro può ospitare circa 37 persone (di cui 7 donne) e ha spazi comuni in cui sarà possibile giocare a carte, raccontarsi e costruire relazioni e affetti. I vetri sono stati abbelliti da disegni e figure attraverso un’iniziativa di alcune scout.
La rete che gestisce il progetto è formata da Croce rossa italiana (ente capofila), Comune di Como, Caritas diocesana, Ana – Protezione civile, Anpas, Croce bianca, Asci don Guanella, Incroci, Ozanam, City Angels, Unità di strada, Punto di partenza, Gruppo universitari Insubria, associazione nazionale Carabinieri, scout Agesci Como-Lecco-Sondrio, scout CNGEI, Protezione civile di Valmorea, Protezione civile & Solidarietà di Beregazzo, Associazione nazionale Giacche verdi, Protezione civile di Locate Varesino, Protezione civile di Mozzate e Corpo italiano di soccorso Ordine di Malta.

I cittadini che volessero aiutare a sostenere i costi del progetto possono effettuare una donazione tramite: Conto corrente postale nr. 4878172 intestato Croce Rossa Italiana Comitato Provinciale di Como o Conto corrente bancario IBAN IT37 B056 9610 9010 0002 0293 X91 intestato Croce Rossa Italiana Comitato Provinciale di Como. Indicando come causale “Progetto Emergenza freddo”.

[Andrea Quadroni, ecoinformazioni]

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